skip to Main Content
Tutto mi parla di noi

Tutto mi parla di noi

Bentornati tra i miei angoli smussati.

Una sfida e la convinzione che nella vita non si debba dare nulla per scontato: sono questi i motivi principali che mi hanno portato a scrivere “Tutto mi parla di noi”, romanzo romance che potrebbe essere catalogato anche nel “non di genere”.

Non leggerò mai un libro che parla di tradimento”: questa è la sfida.

Non tradirò mai”: questo, come altre cose, è ciò che non si deve dare per scontato.

La vita spesso sorprende e ciò accade, in particolare, quando la nostra parte irrazionale prevale su quella razionale. Il cuore genera sentimenti, i sentimenti mettono a tacere la mente.

La parte irrazionale è pericolosa? Certo, perché sfugge al controllo, e questo ci spaventa. Ma è ciò che di più vero possiamo mostrare. La mente è la maschera, il cuore è la mano invisibile che la toglie.

Essere noi stessi è il privilegio di cui ci priviamo. Per paura. Paura di non piacere agli altri, soprattutto. Tradire noi stessi per non tradire gli altri. Piacere a chi ci circonda calpestando il nostro cuore. Un cuore preso a cannonate; troppi colpi, a poco a poco, rischierebbero di demolirlo. Si ammalerebbe. Depressione? Non saprei definire questa specie di malattia, ma di sicuro è controproducente dover fingere ogni giorno per non essere criticati, o per cercare di essere criticati il meno possibile.

Perché dichiarare di non voler leggere un libro sul tradimento? Che sia un modo per professarsi innocenti? Un modo indiretto per far capire di non avere mai tradito? O perché, piuttosto, si ha qualcosa da nascondere e con una dichiarazione del genere ci si illude di avere premuto più a fondo quel tarlo che ci rode dentro?

E la curiosità? Cercare di capire cosa può portare a un tradimento piuttosto di mettere in croce, a priori, chi ha tradito? Ascoltare, leggere e documentarsi prima di giudicare è fondamentale. Sempre.

Inchiodare alla croce qualcuno è una pratica diffusa, purtroppo. Inchiodarlo senza sapere nulla di lui, basandosi sul sentito dire, senza concedergli il diritto di replica è una moda dannosa. Perché dietro a quella persona martoriata dalle malelingue si celano sentimenti. Quando i sentimenti sono presi a schiaffi perdono colore. Il rischio è che quel qualcuno possa morire, metaforicamente parlando, appeso a quella maledetta croce.

Leggiamo un libro sul tradimento prima di giudicarlo. Non bisogna per forza condividerne il contenuto – se ne può apprezzare anche solo una parte o nemmeno una riga – ma prima di schierarci con tanta veemenza, ammorbidiamo le nostre convinzioni, e solo dopo averlo letto potremmo giungere alle conclusioni, consci che un solo libro non sarà sufficiente per ottenere una visione ampia dell’argomento.

Una sfida, dicevo; una sfida nata durante una rassegna letteraria in cui un’autrice, che aveva scritto una storia sul tradimento, mi confessò che molte lettrici si erano rifiutate di leggerla per l’argomento trattato.

Il suo libro non lo meritava, a mio avviso.

Da qui l’idea di scrivere qualcosa che potesse scavare nell’animo dei due protagonisti, toccando le corde più profonde della loro sensibilità; due personaggi che, senza quasi rendersene conto, si ritrovano in mare aperto – in mezzo a una tempesta, su una zattera rotta – ma, insieme, cercheranno la salvezza remando disperatamente alla ricerca della terra ferma.

Fondamentale è rendersi conto che Nicolas e Charlotte, i due protagonisti di Tutto mi parla di noi, non hanno deciso di ritrovarsi in mezzo alla burrasca, ma sono stati catapultati dal destino, all’improvviso e senza preavviso, e hanno dovuto lottare per cercare di uscirne. Hanno sofferto, abbassato la testa, ma sono stati in grado di rialzarla senza lasciarsi abbattere definitivamente.

Una possibilità ai due la darei ed eviterei di metterli in croce per essersi ritrovati a vivere un qualcosa di importante, sfuggito alla loro razionalità. Riscoprirsi umani è un viaggio affascinante perché consente di spegnere la mente e accendere solo il cuore.

Discorso diverso per chi si trova in una determinata situazione consapevole di creare sofferenza. Perché, è giusto ammetterlo, di persone ce ne sono tante e non sono poche, purtroppo, quelle che sembrano godere nel vedere soffrire il prossimo o, ancora peggio, che mettono sempre se stessi davanti a tutti e a tutto. Ma non è il caso dei protagonisti di “Tutto mi parla di noi”.

Riusciranno i sentimenti a smussare anche questo angolo? Scrivetelo nei commenti.

Un caro saluto smussatori di angoli.

Questa pagina ha 302 letture totali

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top